Dal 19 luglio gli operatori abilitati a svolgere le diagnosi energetiche devono essere certificati come Auditor Energetici. Un’opportunità per professionisti e imprese del settore. I consigli di Stefano Storti, consulente e docente Ecipar che propone corsi sul tema.

La diagnosi energetica (o “audit energetico”) è il principale strumento di analisi energetica a disposizione di un’impresa per capire come consuma energia e dove bisogna intervenire per migliorarne l’utilizzo. Uno “strumento” importante, quindi, in termini di impatto ambientale ed economici che richiede la competenza di soggetti qualificati in grado di individuare le migliori soluzioni. In questo senso va la certificazione obbligatoria dal 19 luglio scorso per gli Auditor Energetici chiamati a cogliere un’opportunità per acquisire ulteriori competenze e offrire maggiore qualità ai loro clienti. Ne è convinto Stefano Storti, Direttore area formazione di FEDABO SpA, società di consulenza per l’energia e docente per Ecipar, la società di formazione di Cna.

Ingegner Storti, partiamo, per chiarezza, da un breve inquadramento normativo. Quali sono i punti essenziali e cosa cambia l’obbligo di certificazione?

Il decreto legislativo n. 102/2014 attuativo della nuova direttiva sull’efficienza energetica ha introdotto l’obbligo per le imprese a forte consumo di energia e le grandi imprese di eseguire ogni 4 anni diagnosi energetiche al fine di individuare i possibili interventi per la riduzione dei consumi energetici. Dal 19 luglio di quest’anno le diagnosi possono essere condotte solo da società di servizi energetici certificate UNI CEI 11352 o da persone fisiche che hanno ottenuto la certificazione come Esperti in Gestione dell’Energia o Auditor Energetici. Inoltre, in attuazione dello stesso decreto, le regioni stanno pubblicando bandi per il cofinanziamento in conto capitale delle diagnosi energetiche effettuate, su base volontaria, dalle PMI. Ad oggi è stato pubblicato il bando dalla regione Lombardia che prevede la possibilità di eseguire le diagnosi energetiche solo se in possesso di certificazione come EGE o Auditor Energetico. Nel complesso, la volontà del Governo è chiaramente quella di elevare la competenza dei fornitori di servizi energetici affinché diano un reale contributo alle imprese nella riduzione dei propri costi energetici.

A suo parere, per gli operatori, la certificazione, oltre che un adeguamento alla nuova normativa, può rappresentare un’opportunità di formazione e aggiornamento?

Sicuramente sì. Il settore dei servizi energetici ha visto negli ultimi tre-cinque anni un proliferare di prescrizioni legali, norme tecniche nonché l’immissione sul mercato di tecnologie sempre più efficienti. In questo scenario, mantenersi aggiornati è una condizione indispensabile per affrontare le sfide di oggi e di domani; decidere di certificarsi può senza dubbio rappresentare una motivazione in più per la propria crescita professionale.

Quali sono i vantaggi che gli operatori acquisiscono sul mercato certificandosi?

Certificarsi come Auditor Energetico dà la possibilità di svolgere l’attività di diagnosi energetica per conto delle imprese sia di quelle obbligate che di quelle che decideranno di accedere ai bandi regionali. Inoltre la certificazione aumenta certamente la fiducia del cliente sulle reali capacità del professionista che propone il proprio servizio.

In termini di competenze e conoscenze, quali ritiene siano più importanti ed utili in vista dell’esame da sostenere per acquisire la certificazione?

La conoscenza approfondita delle norme UNI CEI EN 16247 sulle metodologie di diagnosi energetica rappresenta la condizione necessaria per conseguire la certificazione. Inoltre è richiesta una buona conoscenza delle tecnologie, delle metodologie di misura e verifica dei risparmi energetici, del quadro normativo di riferimento.

Un’ultima domanda. Quali sono, per gli operatori che intendono certificarsi, l’apporto e il valore aggiunto che possono derivare dalla frequentazione di un corso di formazione specifico?

La partecipazione ad un corso ben strutturato, dove i docenti sono professionisti che portano in aula non solo le conoscenze ma anche le esperienze pratiche maturate nello svolgimento di molteplici diagnosi energetiche secondo le procedure previste dalle norme UNI 16247, è certamente un momento di crescita personale nonché un occasione di preparazione all’esame, dato che i docenti presentano casi e situazioni simili a quelle oggetto delle prove di esame.

L’intervista integrale è disponibile sul nuovo numero di IO L’IMPRESA, il magazine online di CNA Bologna, a questo link: http://otto.mag.iolimpresabologna.it/it/#/312.html.

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